Omissione di pagamento dell’assegno di mantenimento a favore del coniuge ex art. 570 c.p. – Art. 12 sexies L. 1 dicembre 1970, n.898

Tribunale di Bassano del Grappa 09.05.2005 n.152
Attaccamento: 

a cura di

Avv. Giacetti Daniele

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Tribunale di Bassano del Grappa – Composizione Monocratica

n. 152/2005 Reg. Sent. - n. 44/04 Mod. 16 Tribunale – n. 260/02 R.G.Mod 21 P.M. - Data del deposito n.d.

 

 

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

 

Tribunale di Bassano del Grappa in composizione monocratica

 

 

Nella persona del Dr. Gastone Andreazza

 

 

 

HA PRONUNCIATO LA SEGUENTE

 

SENTENZA

(Art.544 e segg., 549 c.p.p.)

 

Nel procedimento penale contro

 

TIZIO (OMISSIS)

Difeso dall’avv. omissis

LIBERO - Assente

 

 

IMPUTATO:

del reato previsto e punito dall'alt. 12 sexies della L. 898/70 e (quanto alla pena), dall'art. 570 C.P. perché, si sottraeva all'obbligo di corresponsione alla coniuge Elettra dell'assegno divorzile mensile di euro 150,00 circa sino al 31.12.2002 già previsto (per il mantenimento della medesima coniuge dall'ordinanza di modifica delle condizioni della separazione giudiziale del Tribunale di Bassano del Grappa depositata il 12.1.99 ed avente nr. 868/98 R.G.C.), ad euro 110,00 dal 3.1.03 (così come definitivamente disposto dal Tribunale con sentenza nr. 143/03 del 3.1.2003), oltre a rivalutazione in base agli indici ISTAT così come stabilito ai sensi e per gli effetti dell’art. 5 co. 6° L.898/70 nella sentenza del Tribunale di Bassano del Grappa avente nr.32/2001 del 20.11.2000 che pronunciava la cessazione degli effetti civili del matrimonio tra Tizio e Elettra. Con la recidiva di cui all’art. 99 cpv n.1 e 2, 3° e 4° co. C.P.

In Bassano del Grappa, loc. omissis dal mese di settembre 2002 a tutto luglio 2003

 

 

Con l’intervento del Pubblico Ministero dr.ssa Dotto

e difeso dall’Avv. omissis e con la parte civile Elettra con l’Avv. omissis.

 

Le parti hanno concluso come segue: P.M : condanna alla pena di anni uno di reclusione ed euro 1.032,00 di multa; Parte Civile: come da nota; Difesa : assoluzione; in subordine, minimo della pena

 

 

MOTIVAZIONE

 

Osserva il Giudice che, all'esito della istruzione dibattimentale svolta e della conseguente modifica da parte del P.M. dell'imputazione (dall'originario art.570 cp all'art 12 sexies l.n. 898/1970), Tizio va ritenuto responsabile del fatto ascrittogli.

Invero, premesso che, a seguito di sentenza di cessazione degli effetti civili del matrimonio, pronunciata dal Tribunale di Bassano del Grappa in data 20/11/2000, è stato stabilito, anche per effetto della modifica delle condizioni patrimoniali stabilita con sentenza del 3/1/2003, a carico di Tizio, l'obbligo di corrispondere mensilmente alla moglie Elettra la somma di euro 110,00 a decorrere dal 3 gennaio 2003 (restando quindi, per il periodo pregresso, fermo l'obbligo di versamento di euro 150,00 già stabilito in sede di separazione giudiziale) e che, essendo, la fattispecie in oggetto meramente sanzionatoria dell'inadempimento dell'obbligo civilistico, non si tratta di valutare in alcun modo la procurata mancanza dei mezzi di sussistenza, va osservato che, sulla base delle dichiarazioni coerenti e logiche rese dalla persona offesa Elettra, deve reputarsi provato che l'imputato, già condannato in passato per la violazione dell'art.570 cp, non ebbe mai a versare quanto dovuto per il periodo di cui all'imputazione, ovvero dal settembre del 2002 al luglio del 2003.

Ne può condividersi l'assunto difensivo circa il fatto che la condotta omissiva in oggetto sarebbe giustificata dalle condizioni patrimoniali dell'imputato tali da impedirgli di far fronte agli obblighi sullo stesso gravanti non essendo stata dimostrata un'assoluta incolpevole impossibilità dell’imputato ad adempiere, la quale sola potrebbe escludere una responsabilità del medesimo (vedi nel senso che a tal fine è rilevante unicamente uno stato di vera e propria incolpevole indigenza economica, tra le altre, Cass. 2/2/2000 n.1283, Morfeo; 18/5/95 n.5780, Ferraioli, e che non è sufficiente una disagiata condizione economica, Cass. 12/4/1991, n.4152, Patrono).

Se anche è vero che Tizio è stato dichiarato invalido civile, non è dato in alcun modo da ciò solo dedurre una impossibilità da parte sua di svolgere una idonea attività lavorativa non essendo stata provata in alcun modo una incompatibilità tra la condizione predetta di invalido e l’esercizio di un lavoro, anzi, sia pure negli anni passati, è risultato che Tizio ebbe, in relazioni ad operazioni immobiliari effettuate, a percepire svariati milioni di lire (dapprima, nel 1990, 200 milioni di lire per la promessa di vendita di un capannone e poi, nel 1995, circa 400 milioni per la vendita di quel medesimo capannone come da documentazione in atti e da testimonianze dei testi C.I della Sez. P.G. Gdf del Tribunale e G.A.) potendo da ciò desumersi, in mancanza di una prova, mai data, della spendita successiva di tali somme, una condizione sicuramente idonea a far fronte agli obblighi di legge.

Sicché, se anche fosse dato ritenere che l'imputato versasse all'epoca in una apparente modesta condizione di reddito, la stessa non sarebbe certo di per sé impeditiva, a fronte della giurisprudenza della Corte di Cassazione già ricordata (va ribadito che neppure "la semplice indicazione dello stato di disoccupazione dell'obbligato non e' sufficiente a fare venire meno l'obbligo di fornire i mezzi di sussistenza alla famiglia, quando non risulti provato che le difficolta' economiche si siano tradotte in stato di vera e propria indigenza economica e nella impossibilita' di adempiere, sia pure in parte, alla prestazione, dovendo l'imputato, ai fini dell'esclusione della propria responsabilità' per il voto di cui all'art. 570 cod. pen., allegare idonei e convincenti elementi indicativi della concreta e totale impossibilita' di far fronte ai propri obblighi" : vedi in tal senso Cass. 2/2/2000, n. 1283, Morfeo), della possibilità di far fronte all'obbligo in oggetto.

Così affermata dunque la responsabilità penale dell'imputato, pena equa stimasi quella, tenuto conto del periodo di inadempimento in contestazione pari a dieci mensilità, e non ravvisate, in ragione del precedente specifico in atti, le condizioni per il riconoscimento delle attenuanti generiche, di mesi quattro di reclusione ed euro 450,00 di multa (p.b. mesi tre e giorni quindici ed euro 400,00 + recidiva).

All'affermazione di responsabilità segue la pronuncia di condanna dell'imputato al risarcimento dei danni materiali da liquidarsi in euro 949,24 come da richiesta della parte civile (non potendo, per il principio di corrispondenza tra il chiesto ed il pronunciato, liquidarsi la superiore somma di euro 1.370,00 pari all'ammontare delle undici mensilità non pagate e derivante dalla somma di euro 600,00 per le prime quattro e di euro 770,00 per le restanti) ed in euro 2.500,00 onnicomprensivi a titolo di danni morali (dovendo considerarsi sotto tale profilo il patimento psicologico così arrecato) così valutati equitativamente.

Il beneficio della sospensione condizionale della pena deve essere, in ragione del precedente specifico già in atti che non è servito quale deterrente, condizionato alla rifusione della predetta complessiva somma.

Inoltre l'imputato va condannato alla rifusione delle spese di costituzione e patrocinio liquidate, come da nota in complessivi euro 1.730,00 oltre a 12,5 % per spese generali, IVA e Cpa.

 

P.Q.M.

 

Visti gli art 533 e 535 cpp, dichiara Tizio colpevole del reato ascrittogli e, con la recidiva contestata, lo condanna alla pena di mesi quattro di reclusione ed euro 450,00 di multa oltre al pagamento delle spese processuali.

Visti gli artt. 538 e segg. cpp condanna l'imputato al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali cagionati alla parte civile costituita Elettra da liquidarsi rispettivamente in euro 949,24 e in euro 2.500,00 onnicomprensivi per un totale di euro 3.449,24; condanna inoltre l’imputato alla rifusione delle spese di costituzione e patrocinio in favore della costituita parte civile liquidate in complessivi euro 1.730,00 oltre IVA, Cpa e 12,5%.

Concede all’imputato il beneficio della sospensione condizionale della pena subordinatamente alla corresponsione in favore della parte civile costituita della somma di denaro come sopra complessivamente quantificata a titolo di danni patrimoniali e non patrimoniali entro il termine di mesi quattro dal passaggio in giudicato della sentenza..

Bassano del Grappa, 9 maggio 2005

Il Giudice Dr. Gastone Andreazza